lunes, 4 de febrero de 2008

Il viaggio che non finiva mai….

Questo capodanno scorso sono stata a Buenos Aires, la mia città di nascita e dove abita la mia famiglia.

Per cominciare, il viaggio di andata è stato lunghissimo, perché ho dovuto prendere 3 voli (Barcellona - Parigi, Parigi - San Paolo, e San Paolo- Buenos Aires), ma, ancora, il ritorno e stato un po’ meno lungo in quanto a ore, perché ho dovuto prendere “solo” 2 voli (Buenos Aires - Parigi, Parigi - Barcellona) ma è stato il viaggio più lungo dalla mia vita. Tutti i voli c' erano via Air France, e in quasi tutti mi sono accomodata in un buon posto accanto al finestrino, meno in uno: il volo Parigi – Barcellona.


In questo volo, un volo di corta distanza, per un problema nel computer non c'erano accettate le prenotazioni di posti, e qualsiasi poteva sedersi dove voleva. Entrando sull’aereo, che era già quasi completo, il ragazzo davanti a me, un ragazzino italiano di appena 16 anni, aveva preso l’ultimo posto accanto al finestrino e io, come i bambini di cinque anni che se su un aereo non sono accanto al finestrino lo considero una cosa terribile, perché per guardare fuori dal finestrino del vicino, bisogna praticamente guardare il vicino stesso, cosa che non è considerata una pratica educata, mi sono seduta accanto a lui. L’aereo stava per decollare e io non avevo niente da fare: nessun libro, nessuna musica, nulla di nulla. Avevo lasciato tutto nel compartimento per i bagagli.
Non sapevo cosa fare, guardavo davanti a me le istruzioni degli atterraggi di emergenze e pensavo a qualche argomento di conversazione, oppure qualcuna regione d´Italia, la geografia del paese, i vini della Toscana, l’immondizia di Napoli, il governo di Prodi, qualcosa!
Accidenti… il ragazzo mi guardò, si girò e cominciò a russare. Dopo più di due ore, con la turbolenza e quando finalmente cominciavo a avere sonno, il ragazzo alza gli occhi e sospira…stiamo atterrando. Volevo ucciderlo. Sedersi accanto al finestrino per dormire…È stato il viaggio più lungo dalla mia vita.

3 comentarios:

ina dijo...

Che sfortuna, Gabi,... però ci hai fatto ridere!

Morale della storia: Mai volare senza un libro almeno!

Gabita dijo...

jejej...grazie Fina! Avevo dei libri, ma c'erano nel compartimento per i bagagli e, siccome c'era la turbulenza, non potevo alzarmi.
Ma, Adesso porto sempre con me "Caro Michele" =)...jeje...

Alfonso dijo...

Ho letto, buono è buono.
Avanti.